La barzelletta del marito convinto che la moglie non sentisse: il finale ti farà morire dal ridere

Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta piuttosto precisa: il cervello umano ride quando percepisce un’incongruenza risolta in modo inaspettato. In pratica, la nostra mente si aspetta qualcosa, riceve qualcos’altro, e — se il contesto è sicuro — reagisce con una risata. Non è solo un fatto culturale: anche alcuni animali ridono, o qualcosa di molto simile. I ratti, per esempio, emettono ultrasuoni durante il gioco che i ricercatori associano a una forma di ilarità. Gli scimpanzé, invece, producono vocalizzazioni durante il gioco che somigliano tantissimo alle nostre risate. Insomma, il ridere ha radici evolutive profonde.

Nella storia, però, l’umorismo ha cambiato forma continuamente. Gli antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica e dell’umorismo osceno: si facevano beffe dei potenti, dei cornuti immaginari e delle disgrazie altrui con una franchezza che oggi farebbe alzare più di un sopracciglio. Il Philogelos, una raccolta greca di barzellette risalente al IV secolo d.C., contiene già battute su medici incompetenti, uomini stupidi e mogli brontolone. Alcune sono ancora sorprendentemente attuali.

E a proposito di mogli e medici…

La barzelletta: chi è il vero sordo in casa?

Un signore va dall’otorinolaringoiatra:

– Dottore, mi scusi, sono qui per mia moglie… Ho paura che stia diventando sorda. Ci sente poco!
– Beh, intanto la porti qui, facciamo un controllo e vediamo!
– No, no, vede… io preferirei curarla senza che lei se ne accorgesse, per non farla stare male. Non voglio che si senta mortificata.
– Capisco… Allora provi questo sistema: torni a casa e, da una certa distanza, faccia una domanda a sua moglie con un tono di voce normale. Se non risponde, si avvicini di un paio di metri e ripeta la domanda, sempre con lo stesso tono. Se ancora niente, si avvicini di un altro paio di metri, e così via, finché non le risponderà. Poi mi racconti com’è andata.
– Va bene, dottore, farò così!

L’uomo saluta e se ne va. Appena arriva a casa, comincia il suo esperimento:

– Cara, cos’hai preparato per cena?

Nessuna risposta. Si avvicina di un paio di metri:

– Cara, cos’hai preparato per cena?

Ancora silenzio. Si avvicina ancora:

– Cara, cos’hai preparato per cena?

Nulla. Ormai è praticamente sulla soglia della cucina:

– Cara, cos’hai preparato per cena?

La moglie si gira e risponde:

IL POLLO COI PEPERONI!!! … Ma è la quarta volta che te lo ripeto, e tu non mi senti! Devi andare dall’otorino!

Perché fa ridere?

Questo è un esempio perfetto di quella incongruenza risolta al contrario di cui parlavamo all’inizio. Il marito è convinto di star testando l’udito della moglie, ma in realtà è lui quello che non sente — o meglio, che non ascolta. Il colpo di scena finale ribalta completamente la situazione: il “paziente” era lui, e la moglie lo stava ripetendo da ore. La risata scatta proprio nel momento in cui realizziamo che tutta la premura del marito nascondeva, in fondo, un bel problema tutto suo.

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