Quando si parla di motori 4 cilindri, molti appassionati storceranno il naso, convinti che le emozioni vere arrivino solo da V8 o V12 ruggenti. Eppure la storia dell’automotive racconta qualcosa di molto diverso: alcuni dei motori più iconici e coinvolgenti mai costruiti hanno esattamente quattro cilindri in linea. E uno dei migliori — forse il più amato — porta la firma italiana.
Perché un 4 cilindri può essere meglio di un V8
Il ragionamento è semplice quanto spesso ignorato: più potenza non significa necessariamente più divertimento. Un’auto equilibrata, leggera, con un motore reattivo e un cambio preciso, riesce a regalare sensazioni che una supercar da 1000 CV difficilmente trasmette su strada aperta. Le vetture ad alte prestazioni spinte all’estremo obbligano i costruttori a inserire sistemi elettronici sempre più invasivi solo per renderle guidabili. Un 4 cilindri ben progettato, invece, lascia il pilota libero di sentire davvero la macchina.
I migliori motori 4 cilindri della storia
Nel corso dei decenni, diversi quattro cilindri hanno scritto pagine memorabili nell’automotive sportivo mondiale. Ecco i più significativi.
Mazda MX-5 NA – il motore BZ6E DOHC 1.6
La piccola roadster giapponese che riportò in auge il concetto di biposto leggera deve tutto al suo motore 1.6 DOHC da 114 CV. Non era potentissimo, ma era vivace, affidabile e saliva di giri con un entusiasmo raro. Abbinato a un cambio manuale a cinque marce dal meccanismo preciso quasi chirurgico, rendeva ogni curva un evento. La MX-5 NA resta ancora oggi un riferimento per chi cerca il puro piacere di guida.
Honda S2000 – il VTEC che urla
Con 237 CV da un 2.0 aspirato, la Honda S2000 è rimasta per anni il quattro cilindri stradale più potente per litro senza turbo. Il suo VTEC aveva un carattere spaccato in due: silenzioso e docile sotto i 6.000 giri, trascinante e urlatissimo sopra. Una sportiva che premiava chi sapeva guidare davvero.

Lotus Esprit Turbo – il 4 cilindri che batteva le supercar
Con uno 0-100 km/h in 4,7 secondi, la Esprit turbocompressa degli anni Ottanta era in grado di mettere dietro vetture con sei e persino otto cilindri. Leggera, tagliente, brutale al punto giusto: un progetto che dimostrava come l’ingegneria potesse compensare brillantemente la mancanza di cilindrata.
Lancia Fulvia – il gioiello italiano
Ed ecco il motore italiano che molti considerano il più bello della categoria: il V4 stretto della Lancia Fulvia. Tecnicamente parlando si tratta di un quattro cilindri a V di 13 gradi, una configurazione unica nel suo genere che Lancia adottò con una coerenza quasi ostinata. Compatto, raffinato, con una risposta ai gas precisa e un sound particolare e inconfondibile. La Fulvia HF con questo motore vinse nel Rally, imponendosi su avversari con architetture ben più convenzionali. È un motore che racconta di un’epoca in cui l’ingegneria italiana non cercava compromessi.
Altre leggende a quattro cilindri
- Bentley Blower: il 4 cilindri supercaricato degli anni Venti che dominava Le Mans
- Toyota MR2: layout centrale, trazione posteriore, quattro cilindri Toyota — un’equazione vincente
- Ford RS2000: il Pinto da rally che fece innamorare una generazione di appassionati europei
La verità è che il numero di cilindri non ha mai determinato il valore di un motore. La storia parla chiaro: spesso i quattro cilindri più famosi sono rimasti nell’immaginario collettivo molto più a lungo di tanti V8 dimenticati. E il V4 della Lancia Fulvia, con la sua unicità tutta italiana, ne è la dimostrazione più elegante.
Indice dei contenuti
