La barzelletta della bionda che torna in ufficio per non farsi scoperta dalla capa ti farà ridere a crepapelle

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Dal punto di vista neurologico, la risata si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza: una situazione che rompe le aspettative in modo inaspettato ma non minaccioso. Gli scienziati chiamano questo meccanismo “teoria dell’incongruenza-risoluzione”, e spiega perché le barzellette funzionano quasi sempre con un colpo di scena finale. Non siamo soli in questa abitudine: anche scimpanzé, ratti e persino cani producono suoni assimilabili alla risata durante il gioco. Ma solo gli esseri umani hanno trasformato l’umorismo in arte, filosofia e strumento sociale. Gli antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica: si facevano beffe dei potenti, dei mariti traditi e delle contraddizioni della vita quotidiana — temi, va detto, sorprendentemente attuali. Nel Medioevo ridere era quasi peccato, mentre oggi la comicità è ovunque, dai social ai palchi dei teatri. Una costante rimane: le barzellette che funzionano meglio sono quelle in cui il finale ribalta completamente la prospettiva. Come quella che stai per leggere.

La barzelletta

Tre donne lavorano insieme nello stesso ufficio: una bionda, una mora e una rossa. La loro capa non brilla certo per rispetto del regolamento e spesso sgattaiola fuori dall’ufficio ben prima dell’orario previsto.

Un bel giorno, la bruna ha un’illuminazione e propone alle colleghe: «Ragazze, visto che la capa esce sempre prima, potremmo farlo anche noi. Non c’è nessun altro che ci controlla.»

Le tre si mettono d’accordo ed escono in anticipo anche loro. La bruna passa il pomeriggio dal parrucchiere, coccole e messa in piega incluse. La rossa si lancia in una sessione di shopping sfrenato in centro commerciale. La bionda, invece, decide di rientrare direttamente a casa.

Entra nell’appartamento, sente delle voci provenire dalla camera da letto, sbircia dentro e… vede suo marito insieme alla sua capa.

Senza fare una piega — è il caso di dirlo — la bionda esce di casa in silenzio, torna in ufficio e aspetta tranquillamente l’orario regolare di fine turno.

Il giorno dopo, durante la pausa caffè, le tre si ritrovano a fare il punto della situazione.

Inizia la bruna: «È stato fantastico uscire prima ieri! Sono andata dal parrucchiere e ho passato un pomeriggio da sogno.»

La rossa annuisce entusiasta: «Anche io mi sono goduta ogni minuto. Shopping a volontà! Dobbiamo assolutamente rifarlo.»

Poi tocca alla bionda, che scuote la testa con aria seria: «Nemmeno per sogno. Ieri la capa mi ha quasi scoperto.»

Perché fa ridere?

Il meccanismo comico si basa su un classico colpo di scena finale. Per tutta la barzelletta il lettore assume che la bionda stia parlando della situazione lavorativa — il rischio di essere scoperta ad essere uscita prima dall’ufficio. Solo nell’ultima battuta si capisce che la vera “scoperta” sarebbe stata ben più imbarazzante: la capa si trovava a casa sua, con suo marito. La bionda, paradossalmente, è tornata in ufficio non per responsabilità, ma per evitare uno scontro scomodo. L’ironia finale sta nel fatto che, agli occhi delle colleghe, sembra la più diligente del gruppo.

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