Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta: secondo gli studiosi, l’umorismo nasce dall’inaspettato, da quella frattura cognitiva tra ciò che ci aspettiamo e ciò che invece accade. Il cervello ama le sorprese — purché non siano pericolose — e la risata è la sua risposta di sollievo. Non siamo soli in questo: anche i ratti, i scimpanzé e persino i cani producono suoni simili alla risata durante il gioco, come dimostrato da ricerche pubblicate su riviste scientifiche. La risata, insomma, è più antica di quanto pensiamo.
Già gli Antichi Romani avevano il loro senso dell’umorismo — e non era poi così diverso dal nostro. Cicerone, nel De Oratore, dedicò un intero capitolo all’arte di far ridere. I romani si divertivano con battute sui politici corrotti, sui mariti traditi e sulle professioni poco nobili: insomma, i grandi classici. Cambia l’epoca, ma l’ironia resta.
La barzelletta: il W.C. anglicano
Un’anziana coppia di coniugi inglesi, entrambi in pensione, parte per alcuni giorni di vacanza in Germania. Durante una passeggiata notano un cartello “Vendesi” vicino a una graziosa casetta rustica e decidono di acquistarla come residenza estiva.
Dopo aver visitato la casa con il proprietario — un pastore protestante — tornando a casa si rendono conto di aver dimenticato di visitare il bagno. La signora scrive quindi una mail al pastore chiedendo informazioni sul “W.C.”.
Il pastore, non capendo l’abbreviazione, pensa che si riferisca a una cappella anglicana della zona chiamata “White Chapel” e risponde con una lettera dettagliatissima:
- Il W.C. si trova a 12 km di distanza dalla casa
- Ha posto per 40 persone sedute e 100 in piedi
- È dotato di amplificatori per diffondere i suoni in tutta la sala
- Sono disponibili fotografi professionisti per immortalare i momenti di raccoglimento
- Tutto ciò che i visitatori “lasciano” viene distribuito ai poveri del circondario
La povera signora legge la risposta con gli occhi sempre più spalancati.
Perché fa ridere?
Questa barzelletta è un classico esempio di equivoco linguistico: la sigla W.C. (water closet, ovvero il bagno) viene interpretata dal pastore tedesco come l’abbreviazione di White Chapel, una cappella anglicana. Il risultato è una risposta formale e solenne che, riletta con il significato originale della domanda, assume risvolti esilaranti. I “40 seduti e 100 in piedi”, i “suoni amplificati” e soprattutto il fatto che “ciò che i visitatori lasciano venga distribuito ai poveri” trasformano una descrizione religiosa in qualcosa di decisamente… meno spirituale. Un equivoco perfetto, costruito su due mondi culturali che si sfiorano senza capirsi.
