La barzelletta di Adamo che chiede a Dio perché Eva è stupida: il finale ti farà sbellicare

Ridere è una delle attività più misteriose e affascinanti che il cervello umano compia. Gli studiosi di neuroscienze hanno scoperto che la risata attiva simultaneamente cinque aree cerebrali diverse, rilasciando endorfine e riducendo il cortisolo, l’ormone dello stress. Ma cosa scatena davvero il riso? Secondo la teoria dell’incongruenza, ridiamo quando percepiamo uno scarto inaspettato tra ciò che ci aspettiamo e ciò che accade. Non siamo soli in questo: anche scimpanzé, ratti e persino alcune specie di pappagalli producono suoni riconducibili alla risata, soprattutto durante il gioco. Gli esseri umani, però, sono gli unici a ridere di concetti astratti. Nella storia, l’umorismo si è evoluto enormemente: gli Antichi Romani, ad esempio, amavano l’ironia pungente sui potenti, sulle mogli infedeli e sui mariti ingenui. Il Philogelos, una raccolta di barzellette greche del IV secolo d.C., è considerato il più antico libro di barzellette della storia e già conteneva battute su medici incompetenti e studenti tontoloni. Insomma, in fondo, non siamo cambiati poi molto.

La barzelletta

Adamo: «Posso farti una domanda?»

Dio: «Dimmi pure, figliolo.»

Adamo: «Perché hai fatto Eva così bella?»

Dio: «Perché tu la potessi amare.»

Adamo: «E allora perché l’hai fatta così st**ida?»

Dio: «Perché lei potesse amare te.»

Perché fa ridere?

Questa barzelletta è un esempio quasi perfetto della teoria dell’incongruenza applicata all’umorismo relazionale. Adamo crede di stare facendo una domanda maliziosa su Eva, convinto di avere la battuta vincente in tasca. Il colpo di scena finale ribalta completamente la prospettiva: è Dio stesso a svelare, con olimpica serenità, che la “stupidità” dei due personaggi è perfettamente simmetrica e complementare. Nessuno dei due esce vincitore. La comicità nasce proprio da questo: l’uomo pensa di essere il giudice, e si ritrova imputato. Un meccanismo antico quanto il mondo — o almeno, quanto Adamo ed Eva.

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