Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha provato a rispondere: secondo la teoria dell’incongruenza, il cervello ride quando percepisce uno scarto tra ciò che si aspetta e ciò che accade davvero. È esattamente il meccanismo alla base di ogni buona barzelletta. Anche gli animali, sorpresa, ridono: i topi emettono ultrasuoni durante il gioco, i grandi primati “ridacchiano” quando vengono solleticati. Noi umani, però, siamo gli unici a farlo per una battuta. Gli antichi Romani non erano da meno: avevano un senso dell’umorismo tagliente e spesso politico. Ridevano delle storture sociali, dei potenti, dei vizi altrui — e Cicerone stesso teorizzò l’arte della battuta nel De Oratore. Insomma, la risata è un fatto serio, e questa barzelletta lo dimostra alla perfezione.
La barzelletta del miliardario e la piscina con i coccodrilli
Un miliardario arrogante organizza una festa nella sua villa. Per movimentare un po’ la serata — e al contempo mettere in mostra le sue ricchezze — lancia una sfida ai suoi invitati:
«Vedete, ho fatto riempire questa enorme piscina con 20 coccodrilli. Chi di voi avrà il coraggio di buttarsi dentro e attraversarla tutta a nuoto riceverà da me una somma pari a cinque milioni di euro!»
Silenzio. Nessuno si offre volontario.
Il riccone rilancia: «Cinque milioni di euro e la mia Maserati».
Ancora nessuno.
«Cinque milioni di euro, la Maserati e il mio elicottero!»
Niente. Nessuno ha il coraggio di buttarsi. Il miliardario continua, sempre più eccitato dalla propria generosità:
«Cinque milioni di euro, la Maserati, l’elicottero e il mio motoscafo!»
A quel punto si sente un tonfo, seguito da un frastuono d’acqua. Uno degli invitati, rischiando la pelle tra i rettili, raggiunge a fatica il bordo della piscina e riesce a mettersi in salvo.
Il miliardario, visibilmente impressionato, si avvicina e si complimenta con lui:
«Allora, qual è la prima cosa che vuoi? I soldi?»
L’uomo, ancora trafelato e ansimante, fa cenno di no con la testa.
«La Maserati?»
Ancora no.
Il riccone, che inizia a scocciarsi, insiste: «L’elicottero? Il motoscafo?»
L’uomo riprende fiato e risponde:
«Nessuno dei due! Io per prima cosa voglio prendere quel grandissimo imbe**ile che mi ha spinto dentro la piscina!!!»
Perché fa ridere?
Il meccanismo comico si basa su un classico colpo di scena finale: per tutto il tempo immaginiamo un eroe temerario mosso dalla cupidigia, qualcuno disposto a tutto per soldi, macchine di lusso ed elicotteri. Il finale ribalta completamente la situazione — l’uomo non ha scelto di tuffarsi, è stato spinto. La sua priorità non è il denaro, ma la vendetta. È l’incongruenza tra aspettativa e realtà che scatena la risata, esattamente come spiegano i neuroscienziati. E poi, ammettiamolo: conosciamo tutti qualcuno che avremmo voglia di buttare in una piscina piena di coccodrilli.
